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Fatti non foste a viver come bruti

April 30

Teatro delle ombre cinesi

 

image Abbiamo detto che le condizioni indispensabili perché si realizzi una performance teatrale sono tre (cfr. alle origini del teatro)

  • una sequenza di azioni da rappresentare
  • uno o più attori che rappresentino
  • un pubblico che osserva

E se al posto degli attori in carne ed ossa ci trovassimo di fronte a delle marionette? O a delle semplici ombre?

Sarebbe sempre teatro?

In effetti, quello che accade durante la rappresentazione di tipo di teatrale, cioè il nostro ingresso in un mondo altro, l'immedesimazione con la vita di personaggi inesistenti (per quanto verosimili), in una parola la nostra "estraniazione", accade anche nel teatro di marionette. La nostra fantasia viaggia comunque.

E lo stesso accade anche quando non vediamo i personaggi, ma solo le loro ombre.

Basterà dare un'occhiata ai link a fondo pagina per verificare.

Intanto, a suffragare quanto detto, ecco la leggenda sull'origine del teatro delle ombre cinesi (che rielaboro dalla voce shadow play su en.wikipedia.org).

Durante il regno dell'imperatore Wu ti (156-87 a. C.), della dinastia Han (202 a. C. - 220 d. C.), la sua concubina preferita, Li Fu-Ren, morì improvvisamente. L'imperatore, distrutto, non riusciva a trovare riposo, la notava ovunque e sempre la desiderava. Sapeva di rischiare la pazzia e così convocò i membri della sua corte e intimò loro di riportare la sua amata in vita!

Gli alti ufficiali della corte rimasero ovviamente interdetti. E così, giocando d'astuzia, pensarono di ingannare l'innamorato con un trucco.

Con l'aiuto del mago Shao Ong, ricavarono da una pelle d'asino una figura somigliantissima alla defunta concubina. Con undici pezzi di cuoio riuscirono a rendere mobili imagele varie parti della figura. Infine la ornarono con abiti sontuosi.

Di notte, mentre Wu ti era preda degli incubi, utilizzando una lampada a olio, simularono il ritorno dell'amata proiettando l'ombra del manichino.

L'imperatore si svegliò, stupito; gli sembrava di vederla, non com'era in vita ma addirittura più bella, vestita dei colori dell'arcobaleno, più flessuosa nei movimenti.

Ma un cuore amante...

Balzò giù dal letto e corse a stringerla fra le braccia.

Niente da fare.

Era un'ombra inconsistente.

E tuttavia, scoperto l'inganno, preferì non punire i suoi cortigiani.

Anzi, ordinò loro di preparargli ogni sera uno spettacolo. E ogni sera, fino alla sua morte, visse in compagnia dell'ombra del suo amore.

Fin qui la leggenda (rielaborata).

Quel che è certo è che, come il teatro dei pupi siciliani o più in generale delle marionette, il teatro delle ombre cinesi è una forma antica di spettacolo, itinerante, che richiede uno spazio scenico relativamente modesto (un teatrino, l'interno di un carrozzone...) e si trovava sempre nelle vicinanze dei templi durante le ricorrenze religiose, ma anche durante il Capodanno, le fiere... (cfr. http://www.bibliomondo.it/valigia/scheda_valigia.php?arg=arte)

 

Sitografia

A chi volesse approfondire la differenza fra marionette, burattini e pupi consiglio il sito marionette.it all'interno del quale potete trovare definizioni, illustrazioni, storia...

 

Se volete vedere "dal vivo", su youtube esiste una quantità notevole (anche se disordinata) di materiale. Di seguito suggerisco alcuni video.

http://en.wikipedia.org/wiki/Shadow_play (scheda sulle "ombre cinesi" dal sito inglese di wikipedia. Nella parte bassa della scheda si trova un video girato a Kota Bahru, in Malaysia, con uno spettacolo di ombre di tipo tradizionale. Alla fine si vede anche il "backstage")

http://it.youtube.com/watch?v=GTVfT0B3-FU&feature=related (video girato a Chengdu, Cina, in cui un ragazzo si esibisce in uno spettacolo di ombre realizzate col solo ausilio delle mani (e chi non ci ha provato da piccolo?). Sono otto minuti, ma vale la pena vederli. Fidatevi)

http://it.youtube.com/watch?v=zq4fVPPvhD8 (spettacolo di ombre cinesi più tradizionale, con figure che mimano scene di combattimento)

http://it.youtube.com/watch?v=yAma4fFC0gI&feature=related (la favola del leone e il topolino raccontata con le ombre, in inglese con musica orientaleggiante)

http://it.youtube.com/watch?v=hNlPMgZMgGs (spettacolo moderno, ispirato al teatro delle ombre cinesi. Bravura impressionante).

April 26

Teatro giapponese del No

 

Le forme tradizionali di tearo giapponese sono quattro.

  • No
  • Kyogen
  • Kabuki
  • Bunraku

Esse sono lo sviluppo di forme tetrali più antiche che, come accade per tutti i popoli del mondo, altro non erano se non riti religiosi, tant'è vero che le forme spettacolari primitive sono note col nome di kagura, "divertimento degli dei".

Teatro del No

imageIl teatro del No è la forma di spettacolo più antica fra le quattro citate e si è conservata pressoché intatta fino ad oggi.

Sembra che questo tipo di rappresentazione teatrale sia sorta nel paese del Sol levante intorno al XIV sec. d. C., quindi in un periodo relativamente vicino a noi, tuttavia presenta alcuni aspetti di vicinanza con l'antico teatro greco e con il teatro delle origini in generale.

Innanzitutto, l'uso delle maschere.

Sappiamo che l'utilizzo delle maschere è proprio del teatro delle origini di tutte le culture, da quelle più vicine a noi (teatro greco antico), a quelle più lontane nello spazio (teatro precolombiano).

Inoltre, l'uso di costumi variopinti.

Anche queste due caratteristiche fanno del teatro No un'esperienza di sicuro interesse, infatti anche nel teatro greco del V sec. a. C. gli attori indossavano costumi nobiliari sia in modo da conferire loro un'alone di nobiltà (spesso erano eroi, talora divinità), sia per renderli più facilmente visibili anche al pubblico che siedeva nei reparti più lontano dell'edificio teatrale.

Anche l'uso delle maschere, oltre al valore antropologico legato ai culti religiosi misterici, aveva un doppio scopo pratico: rendere i personaggi immediatamente riconoscibili anche da lontano, e amplificare la voce degli attori. Infatti l'apertura della maschera all'altezza della bocca, creava una sorta di megafono ante litteram.

Il teatro del No, dunque, si è evoluto da forme di di rappresentazione drammatica più antiche (purtroppo oggi perdute) e degli originali mantiene, oltre all'uso di maschere, costumi e calzari tipici, anche il modo della rappresentazione, estremamente lento, quasi artificiale, una recitazione lontana dai modi del parlato, come se il teatro fosse la rappresentazione di un mondo altro, con un rapporto di continuità, ma non di coincidenza col nostro, con quello del pubblico in sala.

I personaggi del No sono divinità, spiriti, eroi o comunque personaggi eccezionali, leggendari.

Anche questa forma drammatica prevede la combinazione di recitazione, danza e musica.

Per approfondire

http://it.wikipedia.org/wiki/N%C5%8D

http://www.japanforever.net/jf/teatro.php

http://www2.ntj.jac.go.jp/unesco/noh/en/movie.html (con clip di teatro del No e una clip di teatro Kyogen)

http://nettv.gov-online.go.jp/eng/prg/prg1041.html (sito sponsorizzato dal governo nipponico con un breve video di teatro del No e relativo commento in inglese)

 

PS. Se volete cercare video su you tube dovete digitare Noh theater.

April 25

Teatro precolombiano

 

image

L'uomo ha da sempre recitato. Dapprima nei riti religiosi, in seguito organizzando forme di spettacolo più simili a quello che noi moderni definiamo teatro (per approfondire puoi consultare la voce Origini del teatro, all'interno di questo blog o spaziare in rete).

Nell'America precolombiana esistevano, ad es., forme di spettacolo molto complesse con attori professionisti e un pubblico esigente.

Tant'è che oggi, in un mondo che contrattacca la globalizzazione, esistono compagnie che intendono recuperare quella tradizione niente affatto folkloristica, ma culturale in senso proprio.

L'immagine qui riprodotta è tratta, ad es., dal sito http://www.temakel.com/teatrovientoteatro.htm, della compagnia Viento teatro (teatro del vento o - e mi piace molto di più pensarlo - il vento, essenza della natura, che prende forma, si incarna nel teatro, gli dà vita, lo anima).

Sul sito appena citato, già dalle prime battute si chiarisce come lo scopo originario del teatro precolombiano fosse l'arte come magia, rito e restituzione del mistero.

La riscoperta del teatro tradizionale è avvenuta a contatto con gli abitanti delle campagne e delle comunità indigene, a dimostrazione del fatto che quando una cultura è ben radicata nell'animo di un popolo, non la si strappa via a cannonate.

In effetti colpisce che dopo più di cinquecento anni di influsso culturale europeo, sopravvivano ancora antiche usanze. Ma del resto è lo stesso fenomeno che accadde al tramonto dell'impero romano, quando gli antichi riti sopravvivevano nelle piccole comunità di villaggio, i pagi (da cui il termine pagani dato tout court ai politeisti).image

 

Gli attori della compagnia hanno poi chiaro che la loro è una forma d'arte a tutti gli effetti.

Nella loro investigazione, tesa a riportare in vita l'antico rito-spettacolo, un'importanza imprescindibile riveste l'uso della maschera, come oggetto carico di sacralità e mistero.

Le maschere del teatro delle origini (qui a lato un'immagine tratta da  http://www.viaggiareliberi.it/Ospiti/andreaturchia/Maschere_chichi.jpg) servivano, infatti, a dare forma concreta alle diverse divinità della natura che popolavano il pantheon amerindo.

Come nelle altre forme d'arte spettacolare "primitive", nel teatro precolombiano concorrevano a realizzare l'evento: drammaturgia, musica, maschere cerimoniali, danza, ornamenti, geomanzia, pittura, poesia.

Con ogni verosimiglianza il teatro delle origini serviva a dare forma a eventi mitici, come ad es. l'origine dell'universo, ricordata nel mito cosmogonico di Haba Sintu, la Madre Universale.

Un po' come, nel Medioevo, le sacre rappresentazioni dovevano portare in scena episodi della vita di Gesù particolarmente significativi, all'interno di feste particolari (Quaresima, Pasqua...), allo stesso modo, presso i Maya e gli Aztechi esistevano feste legate ai cicli della natura, nel corso delle quali si poteva assistere anche a rappresentazioni teatrali di eventi mitico-simbolici.

Proprio il dramma di Haba Sintu è ancora rappresentato dalla compagnia Viento teatro.

In scena, musica strumentale cerimoniale che evoca i suoni della natura (a chi non conoscesse le sonorità andine, suggerisco almeno El condor pasa di Simon & Garfunkel e Ojos azules degli Inti Illimani): tamburi, ocarine, flauti, maracas...

Atrezzi di scena: due canoe con maschere di dragoni e un enorme uovo mitico che simboleggia la creazione dell'universo.

Vestiti: abiti tradizionali di guerrieri, sacerdoti e divinità precolombiane.

Per chi volesse approfondire

http://www.geocities.com/vientoteatro/

Pugna investiturarum / Municipia VS Fridericum Barbarubram

 

Ubi oritur pugna investiturarum?

Ista pugna oritur a cupiditate regum retinere pro se feuda. Feudi domini, contra, cupiebant feuda hereditaria esse; sic oritur certamen civile inter feudi dominos et imperatores.

a. D. DCCCLXXVII, Carolus Calvus edixit capitularem Quiercy, cum quo statutum est feuda maiora hereditaria esse.

a. D. MXXXIII imperator Corradus III edixit constitutionem de feudis, cum qua ille statuit hereditatem feudorum minorum.

Sed, cum feudi domini obtinuissent hereditatem feudorum, imperatores quaerebant circumvenire impedimentum creando feudi dominos epischopos. Sic oritur aliam pugnam inter imperatores et Romanum pontificem. Uter, enim, cupiebat superare alium in potestatem.

Imperator Otho I, saeculo X, edixit id decretum quod a nomine eius dictum est privilegium Othonis. In isto decreto statuebatur nec ullum devenire posse summum pontificem sine adprobatione imperatoris. Talis erat res cum Gregorius VII creatus est summus pontifex.

a. D. MLXXV Gregorius VII, summus pontifex edixit edictum notum ut Dictatus papae, cum quo statutum est auctoritatem potestatis divinarum superiorem esse quam auctoritatem potestatis humanarum. Sicut erat veri simile imperator, illo tempore Enricus IV, non accepit id decretum. Gregorius ei sacris interdixit, id quod erat perniciosissum imperatori; enim aliqui principes germanorum seditionem fecerunt et imperator coactus est venire Romam ut posceret veniam. Romanus pontifex, non fuit extemplo ductilis, sed ignovit Enrico post tres dies noctesque paenitentiae. Post veniam, Enricus remeavit in Germaniam ut pugnaret adversos principes seditionem facientes et reciperet potestatem. Post alium bellum inter Enricum et summum pontificem, imperator indixit concilium epischoporum germanorum qui declarassent Gregorium depositum et creassent antipapam.

a. D. MCXXII, cum pacto Worms, confecta est pugna investiturarum.

Municipia Italiae septentrionalis acquisiverunt magis magisque potestates. Exempli causa, nummos cudebant, iudices creabant, foedera inter se faciebant.

In Germania erant duae factiones, Guelfi et Ghibellini quae inter se contenderunt de imperio donec creatus est imperator Fridericus I, qui cognominatus erat “barbarubra”.

a. D. MCLIV Fridericus venit in Italiam ut restitueret auctoritatem regiam. Roncaliae concilium convocavit ut posceret a iuris peritis universitatis Bononiae si potestates municipales legitimas sint an non. Statuta sua auctoritate, imperator iussit municipia deponere privilegia iniuste sumpta; quia illa recusabant, is delevit Mediolanum. Sed Mediolanenses rursus aedificaverunt suum municipium et constituerunt societatem, dictam langobardorum.

a. D. MCLXXVI, Legnano fuit pugna cruenta inter milites municipiorum et equites imperatoris. Talis fuit victoria municipiis, ut imperator coactus esset rata habere illorum privilegia.

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